La partita di calcio che fermò la Grande Guerra

E così, mentre nelle terre di nessuno morivano uccisi da proiettili vaganti ragazzi di poco più di venti anni, l’intera Europa vide distrutta una intera generazione nel gelo, negli orrori e nelle paure: tutti trasformati in carne da cannone, una poltiglia umana informe da veder morire contro nemici sconosciuti, figure lontane da far sparire con i proiettili, come puntini sull’orizzonte.

Eppure, quella notte della Vigilia di cent’anni fa fu speciale: ad Ypres, in Belgio, si trovavano a pochi metri di distanza le trincee dei soldati tedeschi e di un reggimento britannico. Fattasi notte, i tedeschi cominciarono a piazzare delle candele sui bordi della trincea, cantando tipiche canzoni di Natale: alla fine del primo canto la trincea inglese applaudì e cominciò a cantare canzoni in lingua anglosassone. Anche i tedeschi applaudirono. Il freddo era intenso e pungente e copriva l’odore dei cadaveri putrefatti, che creava un macabro teatro attorno all’incontro canoro, ma dopo un secondo scambio di applausi, cominciarono ad uscire timorosi, a passi lenti ed inciampando fra le gambe e le braccia strappate a chissà quali uomini, tutte disperse sul terreno gelato. Di lì, si guardarono negli occhi: ragazzi di diverse nazionalità, tutti uguali. Gli inglesi non conoscevano il tedesco, ma molti soldati tedeschi conoscevano l’inglese e riuscivano a comunicare bene: ognuno cominciò a donare qualcosa al nemico, arrivando anche a scambiarsi elmetti, stivali e divise. Poi spuntò un pallone, non si sa da quale trincea.
Secondo quanto riportano diverse lettere di soldati tedeschi ed inglesi, fu disputata una amichevole fra Inghilterra e Germania in quell’orribile campo di battaglia fra le trincee. Scelte le squadre in fretta, il pallone si sostituì ai proiettili ed i soldati giocarono numerose partite con gli stessi animi leggeri che oggi animano i campetti di provincia. La partita fu un successo: durante la lunga notte della Vigilia furono giocati numerosi match fra soldati avversari, ma l’unico di cui si ha notizia fu un “Germania-Inghilterra 3-2”, raccontato in una lettera dal vignettista Bruce Bairnsfather, all’epoca capitano di un reggimento di mitragliatrici. Alla fine della partita, gli avversari si scambiarono abbracci e biglietti di auguri nelle rispettive lingue d’origine. Si fece infine l’alba ed i soldati si ripromisero di organizzare una nuova partita per il 25 dicembre, ma la notizia della insubordinazione e della tregua non autorizzata era già arrivata ai comandi delle rispettive nazioni in guerra, che reagirono con una ferocissima repressione di condotte così sovversive: agli improvvisati calciatori fu comminata la pena più grave per i codici di disciplina militare: la morte mediante decimazione. Non solo avevano commesso un atto di insubordinazione, ma anche avevano fraternizzato con il nemico. Subito dopo furono ordinati bombardamenti sanguinari lungo tutto il fronte occidentale, per scoraggiare qualunque possibile nuova tregua volontaria. E così, il giorno dopo la Vigilia di Natale, nelle tasche delle migliaia di cadaveri inglesi che si accumularono nelle trincee, furono trovati numerosi foglietti con scritte di auguri in tedesco e viceversa nelle trincee avversarie: le ultime testimonianze di quella partita notturna che ricordò ai militari al fronte che, in altri tempi, sarebbero stati ragazzi felici. A questa vicenza furono girati diversi film,ma soprattutto un video,bellissimo è dire poco,dove questi ragazzi mettono da parte l’odio e decidono di giocare,uniti,come fratelli. Lo trovo emozionante.

Fonte:

http://futboltrotter.com/2015/12/24/la-partita-di-calcio-che-fermo-la-grande-guerra/